| Ambito di tutela MiC | archeologico |
| Categoria generale | BENI MOBILI |
| Settore disciplinare | Beni archeologici |
| Tipo bene culturale | Reperti archeologici |
| Categoria disciplinare | ABBIGLIAMENTO E ORNAMENTI PERSONALI |
| Definizione bene | fibula |
| Tipologia/altre specifiche | ad arco ribassato con doppia piegatura a sezione ellittica |
| Stato | Italia |
| Regione | Lazio |
| Provincia | Roma |
| Comune | Roma |
| Tipo di contesto | contesto urbano |
| Denominazione contenitore giuridico | Museo delle Antichità Etrusche e Italiche |
| Descrizione del bene | Staffa originariamente simmetrica. Arco a sezione ellittica fortemente schiacciata. Profilo ribassato, estremi paralleli. Due piegature evidenti sopra la staffa e sopra la molla. Molla relativamente larga a due avvolgimenti. |
| Apparato iconografico/decorativo | Decorazione incisa nel tratto centrale dell'arco con falso tortiglione a fascia campito con fitto tratteggio. |
| Notizie storico-critiche | Cessione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (SAR) |
| Materia/tecnica-materiale composito | bronzo |
| Misure |
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| Condizione giuridica | proprietà Ente pubblico territoriale |
| Provvedimenti amministrativi-sintesi | dato non disponibile |
| Interesse culturale | bene di interesse culturale dichiarato |
| Situazione | bene in uso |
| Stato di conservazione | Lacunosa; staffa lacunosa |
| Restauri e altri interventi | L'ardiglione e un avvolgimento della molla sono stati saldati alla molla per mezzo di una brasatura e forse non sono pertinenti alla fibula |
| Documento |
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| Bibliografia/sitografia | Il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche. I. La Protostoria, a cura di Luciana Drago Troccoli, Roma, Casa Editrice Università degli Studi di Roma La Sapienza, 2005, p. 64, n. 57 |
| Responsabile | Carlucci, Claudia (funzionario responsabile PMS) (Chiara Martina Papa) |
| Anno di redazione | 2025 |
| Profilo di pubblicazione | 1 |
| Note | La forma della fibula, caratterizzata da un profilo fortemente ribassato e dalle due piegature evidenti al di sopra della staffa e della molla, risulta particolarmente diffusa in Italia settentrionale e centroorientale. In particolare i due tipi della Collezione Gorga trovano confronti in contesti sia “maschili” che “femminili” delle necropoli atestine, bolognesi e picene. Sono tuttavia documentate delle presenze in Etruria, mentre solo sporadiche attestazioni si hanno nel Lazio e in Sardegna. Confronti generici si rinvengono anche in Campania. La variabilità della forma, in particolare per la sezione dell'arco, risulta alquanto elevata, tuttavia non sembra sempre indicativa di una maggiore o minore arcaicità del reperto. Da un punto di vista cronologico i contesti settentrionali più antichi sono databili ad un orizzonte avanzato della seconda fase della prima Età del Ferro bolognese, corrispondente al periodo di transizione tra il primo ed il secondo quarto dell’VIII sec. a.C.; tuttavia il floruit della produzione si ha con la terza fase di Bologna, in pieno VIII sec. a.C., e continua anche nel VII sec. a.C., La presenza di queste fibule in Etruria e più a sud, nel Lazio e in Campania, viene considerata come un’evidente testimonianza dei rapporti esistenti tra queste regioni e quelle settentrionali. Lunghezza minima arco 2,9 cm; lunghezza massima arco 7,2 cm; altezza minima 1,4 cm; altezza massima 4,2 cm; diametro minimo molla 0,4 cm; diametro massimo molla 1,0 cm. |

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