| Ambito di tutela MiC | archeologico |
| Categoria generale | BENI MOBILI |
| Settore disciplinare | Beni archeologici |
| Tipo bene culturale | Reperti archeologici |
| Categoria disciplinare | ABBIGLIAMENTO E ORNAMENTI PERSONALI |
| Definizione bene | fibula |
| Tipologia/altre specifiche | ad arco obliquo serpeggiante |
| Stato | Italia |
| Regione | Lazio |
| Provincia | Roma |
| Comune | Roma |
| Tipo di contesto | contesto urbano |
| Denominazione contenitore giuridico | Museo delle Antichità Etrusche e Italiche |
| Descrizione del bene | 236233 Staffa a disco in lamina avvolta a spirale stretta con centro presso l'attacco a doppia curva (236217). Tratto sopra la staffa corto, obliquo a sezione ovale (236233 e 236232/65), oppure alto, leggermente obliquo a sezione circolare. Occhiello dal profilo circolare e sezione ovale (236233 e 236232/65) o circolare. Tratto centrale dell'arco in verga di bronzo con andamento obliquo e curva stretta e allungata (236233) o stretta, a sezione quadrangolare (236233/65), quadrangolare schiacciata (236233) o circolare. Molla relativamente ampia (236233 e 236233/65) o ampia, a tre avvolgimenti e a sezione quadrangolare (236233) o circolare. Ardiglione con curva molto sviluppata ad "u" a sezione quadrangolare passante a circolare, rivestito di filo di bronzo avvolto a spirale (236233 e 236232/65) a sezione circolare o piano-convessa. |
| Apparato iconografico/decorativo | Decorazione dell'arco incisa: sul tratto sopra la staffa e su quello centrale si alternano fasce ad uno chevron a fasce più ampie inornate (236217). Decorazione della staffa incisa: lungo il margine tre fasci di sottili linee si alternano a un fascio di motivi angolari campiti a tratteggio obliquo, meandro a scala realizzato con piccoli punti, motivi angolari pendenti e campiti a tratteggio obliquo. Alla base della spirale tre fasci di sottili linee a zig-zag a più tratti. Lungo il margine della spirale fascio di sottili linee e serie di elementi angolari campiti a tratteggio obliquo. Nel campo centrale tre stilemi costituiti da un margine cruciforme a tratteggio obliquo racchiudente una croce campita da chevron nei due stilemi esterni, da tratteggio obliquo in quello centrale (236217); lungo il margine fasci di linee e quadrati divisi da diagonali in quattro triangoli tratteggiati; presso la spirale tracce di decorazione a spina di pesce (236232/65). |
| Notizie storico-critiche | Cessione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (SAR) |
| Materia/tecnica-materiale composito | bronzo |
| Misure |
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| Condizione giuridica | proprietà Ente pubblico territoriale |
| Provvedimenti amministrativi-sintesi | dato non disponibile |
| Interesse culturale | bene di interesse culturale dichiarato |
| Situazione | bene in uso |
| Stato di conservazione | Lacunosa; staffa mancante, filo avvolto all'ardiglione frammentario; superficie fortemente ossidata. |
| Documento |
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| Bibliografia/sitografia | Il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche. I. La Protostoria, a cura di Luciana Drago Troccoli, Roma, Casa Editrice Università degli Studi di Roma La Sapienza, 2005, pp. 40-42, n.10 |
| Responsabile | Carlucci, Claudia (funzionario responsabile PMS) (Andrea Di Domenico) |
| Anno di redazione | 2025 |
| Profilo di pubblicazione | 1 |
| Note | Si potrebbe proporre una derivazione diretta dal tipo della più antica foggia delle fibule serpeggianti con molla ampia e ardiglione rettilineo di area medio-tirrenica. La molla, ora a più avvolgimenti, si è gradualmente alzata comportando da un lato la progressiva compresisone del tratto centrale dell'arco e un abbassamento di quello anteriore, dall'altro la curvatura dell'ardiglione che lentamente si è sviluppato fino ad assumere la forma cosiddetta "a U". Anche la staffa ha subito una progressiva trasformazione: da un filo avvolto a spirale si passa ad un filo avvolto e martellato, poi al disco con spirale dapprima larga e centrale, poi stretta e decentrata verso l'attacco a doppia curva, infine al disco solido. Alcuni esempi delle fogge più antiche si rinvengono in contesti laziali forse databili a partire dalla I fase di Roma-Colli Albani, con sicurezza da un momento iniziale della fase laziale IIA. Con la fase iniziale della I Età del Ferro esemplari di questo tipo, con ardiglione sviluppato e intaglio della staffa decentrato, compaiono in molti centri della Campania, del Lazio e dell'Etruria meridionale; anche a Terni dalla necropoli delle Acciaierie il tipo è documentato da un numero cospicuo di esemplari. Il tipo è presente, anche se in modo meno consistente, in Italia centro-settentrionale. Le attestazioni si distribuiscono lungo un intervallo di tempo piuttosto esteso: da un momento finale dell'orizzonte antico della prima fase dell'Età del Ferro alla fine dell'orizzonte avanzato della stessa fase. Llunghezza massima 13,2 cm; altezza minima 4,5cm; altezza massima 6,8 cm; diametro molla minima 1,7 cm; diametro molla massima 3,1 cm. |

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