| Note | La forma è così frequente nei corredi "femminili" dell'area bolognese da rendere verosimile una sua origine da quell'areale. Gli esemplari emiliani, quasi sempre di grandi dimensioni, sono spesso caratterizzati da una decorazione incisa a fasci contrapposti di linee parallele e da un profilo ribassato dell'arco, attributi presenti solo in parte nel reprto in esame. Non si deve comunque pensare ad una diffusione limitata al bolognese; fibule con arco a sezione romboidale provengono infatti anche dall'Italia settentrionale, dal Piceno, dall'Etruria settentrionale e meridionale, nonché dalla Sicilia e dalla Sardegna. Nelle isole sorprende il rinvenimento di un numero relativamente consistente di esemplari.
Questa forma fa la sua comparsa nella fase di Bologna I corrispondente in termini di cronologia assoluta convenzionale al IX sec. a.C. In un periodo seriore, corrispondente alla metà dell'VIII e poi per gran parte del VII sec. a.C., si nota la tendenza ad un progressivo ribassamento dell'arco che tende ad assumere un profilo rettangolare. In Etruria questo tipo compare nell'orizzonte recente della prima fase della prima Età del Ferro (IFeIB), come documenta il corredo della t. 8 scavo 1889 di Vetulonia, ed è attestato con maggiore frequenza, similmente al Piceno, durrante la seconda fase.
Una diffusione comune al Bolognese e all'Etruria settentrionale è documentata dalla frequenza con cui questa forma compare a Populonia, sito dove è forse possibile localizzare una seconda area di produzione. L'origine del modello sembrerebbe bolognese poichè la datazione dei contesti, ad eccezione di Vetulonia, documenta una recenziorità di quelli d'Etruria rispetto a quelli bolognesi di S. Vitale.
Lunghezza staffa 0,9 cm; diametro molla 1,0 cm. |