| Ambito di tutela MiC | archeologico |
| Categoria generale | BENI MOBILI |
| Settore disciplinare | Beni archeologici |
| Tipo bene culturale | Reperti archeologici |
| Categoria disciplinare | ABBIGLIAMENTO E ORNAMENTI PERSONALI |
| Definizione bene | fibula |
| Tipologia/altre specifiche | ad arco trapezoidale serpeggiante |
| Stato | Italia |
| Regione | Lazio |
| Provincia | Roma |
| Comune | Roma |
| Tipo di contesto | contesto urbano |
| Denominazione contenitore giuridico | Museo delle Antichità Etrusche e Italiche |
| Descrizione del bene | Staffa a disco in lamina avvolta a spirale stretta con centro presso l'attacco a doppia curva con barretta trasversale. Tratto sopra la staffacorto, verticale, spesso e a sezione circolare. Occhiello dal profilo circolare e a sezione piano-convessa. Tratto centrale dell'arco in verga di bronzo con andamento obliquo e curva ampia a sezione piano-convessa. Occhiello dal profilo circolare e sezione piano-convessa. Tratto presso l'innesto verticale, spesso e a sezione circolare. Ardiglione mancante originariamente a curva sviluppata a "U", estremità con occhielloe puntale profilato. |
| Apparato iconografico/decorativo | Decorazione dell'arco plastica: presso il tratto sopra la staffa e quello sotto l'occhiello sono presenti fitte nervature anulari. Nel tratto centrale dell'arco sono conservate quattro costolature ventrali. Decorazione della staffa incisa e punzonata: lungo il margine quattro fasci di fitte linee sottilisi alternano a tre serie di piccoli punti e a una serie di piccoli e sottili motivi angolari campiti da un trattino obliquo. Questi stilemi sono chiusi presso la spirale da tre brevi fasci di fitte linee sottili e da un quarto, campito con chevron e sottile linea mediana, alternati a tre serie di puntini. Nel campo laterale della staffa sono visibili due motivi a croce di S. Andrea con triangoli di risulta campiti da un fitto tratteggio e con vertici punzonati. Decorazione della barretta incisa e punzonata: lungo il magine del lato anteriore serie di piccoli punti, zig-zag a doppio tratto. Lungo il margine del lato posteriore serie di piccoli punti. Sulla sommità, nel tratto mediano sopra l'attacco del disco della staffa, due gruppi di stilemi speculari: cinque fasci di fitte linee sottili si alternano a serie di piccoli punti e sono marginati da elementi angolari campitida breve tratto obliquo verso l'estremità della barretta, da linea a zig-zag verso l'innesto della staffa. Forma e decorazione incisa e plastica sul puntale: alla base quattro tondelli bicostolati. Elemento terminale a sezione esagonale con trattini obliqui incisi alla base, fortemente rastremato in punta. |
| Notizie storico-critiche | Cessione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (SAR) |
| Materia/tecnica-materiale composito | bronzo |
| Misure |
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| Condizione giuridica | proprietà Ente pubblico territoriale |
| Provvedimenti amministrativi-sintesi | dato non disponibile |
| Interesse culturale | bene di interesse culturale dichiarato |
| Situazione | bene in uso |
| Stato di conservazione | Lacunosa; ardiglione mancante, staffa lacunosa, barra trasversale frammentaria, arco deformato |
| Documento |
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| Bibliografia/sitografia | Il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche. I. La Protostoria, a cura di Luciana Drago Troccoli, Roma, Casa Editrice Università degli Studi di Roma La Sapienza, 2005, pp. 46-48, n. 19 |
| Responsabile | Carlucci, Claudia (funzionario responsabile PMS) (Chiara Martina Papa) |
| Anno di redazione | 2025 |
| Profilo di pubblicazione | 1 |
| Note | L'esemplare in esame rientra in una tipologia caratterizzata da una staffa a disco corredata da una barretta trasversale. Come per il tipo serpeggiante ad un solo pezzo e ardiglione a curva sviluppata, anche per quello a due elementi è possibile ricostruire una linea evolutiva dell'arco e della staffa. Negli esemplari più antichi, mentre l'arco - è lavorato a piccole coste anulari che rievocano la decorazione plastica tipica delle "produzioni del Protovillanoviano Finale", la staffa a disco intagliato e di forma circolare presenta una barretta breve dalle estremità arrotondate. Nelle fibule più recenti l'arco può presentare una sezione circolare corredata da una decorazione costituita da rade linee incise trasversali o, più spesso, una sezione rettangolare inornata, mentre la staffa a disco, con decorazione complessa e intaglio a spirale stretta e decentrata, presenta un contorno ellittico e una barretta sviluppata, anch'essa decorata, dalle estremità rialzate terminanti a punta. Anche la terminazione superiore dell'ardiglione presenta diversi modi di lavorazione e decorazione. Questa può infatti svipupparsi in un globetto, come accade in alcuni reperti provenienti dall'Italia settentrionale, o in un lungo elemento a sezione circolare o quadrangolare fortemente rastremato in punta. Nel secondo caso il così detto puntale, che normalmente presenta alla base una serie di costolature anulari lisce o decorate per mezzo di incisioni, può conservare uno o più elementi di bronzo fusi con l'oggetto o inseriti in un momento successivo insieme con elementi in altro materiale. Per quel che riguarda la diffusione del tipo, si può osservare come quetso compaia in modo consistente nei centri dell'Etruria settentrionale e meridionale e a Terni, con frequenza più contenuta nel Bolognese, mentre sporadiche attestazioni sono documentate nel Lazio meridionale e in Campania. é interessante notare che a Cuma e nel Vallo di Diano la presenza di questa tipologia è testimoniata esclusivamente da esemplari isolati. Possiamo dunque considerare questa famiglia tipologica come una specifica produzione "villanoviana", La comparsa della foggia arcaica coincide con l'orizzonte antico della prima fase della prima Età del Ferro, mentre quella più evoluta può essere considerata tipica dell'orizzonte recente della stessa fase. Lunghezza staffa 5,6 cm; larghezza staffa 4,6 cm. |

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