fibula ad arco obliquo serpeggiante MAEI_00010

Identificazione
Identificazione
Tipo schedaSCAN
Livello catalogazioneC
Codice univoco ICCD
Codice regioneLazio
Ente schedatoreUNIRM1
Inventario (beni mobili)MAEI_00010
Altro codice
Codice identificativoSAR_236232/65
Bene culturale
Bene culturale
Ambito di tutela MiCarcheologico
Categoria generaleBENI MOBILI
Settore disciplinareBeni archeologici
Tipo bene culturaleReperti archeologici
Categoria disciplinareABBIGLIAMENTO E ORNAMENTI PERSONALI
Definizione benefibula
Tipologia/altre specifichead arco obliquo serpeggiante
Localizzazione
Localizzazione
StatoItalia
RegioneLazio
ProvinciaRoma
ComuneRoma
Tipo di contestocontesto urbano
Collocazione specifica (beni mobili)
Denominazione contenitore giuridicoMuseo delle Antichità Etrusche e Italiche
Dati analitici
Dati analitici
Descrizione del bene236232/65 Tratto sopra la staffa corto, obliquo a sezione ovale. Occhiello dal profilo circolare e sezione ovale. Tratto centrale dell'arco in verga di bronzo con andamento obliquo e curva stretta a sezione quadrangolare. Molla relativamente ampia. Ardiglione con curva molto sviluppata ad "u" a sezione quadrangolare passante a circolare, rivestito di filo di bronzo avvolto a spirale
Apparato iconografico/decorativoLungo il margine fasci di linee e quadrati divisi da diagonali in quattro triangoli tratteggiati; presso la spirale tracce di decorazione a spina di pesce
Notizie storico-criticheCessione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (SAR)
Dati tecnici
Dati tecnici
Materia/tecnica-materiale compositobronzo
Misure
Tipo di misuralunghezza
Unità di misuracm
Valore10,9
Condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
Provvedimenti amministrativi-sintesidato non disponibile
Interesse culturalebene di interesse culturale dichiarato
Situazionebene in uso
Stato di conservazioneLacunosa; staffa e ago lacunosi
Documentazione
Documentazione
Documento
Tipo/supporto/formatofile digitale jpg
File immagine
Bibliografia/sitografiaIl Museo delle Antichità Etrusche e Italiche. I. La Protostoria, a cura di Luciana Drago Troccoli, Roma, Casa Editrice Università degli Studi di Roma La Sapienza, 2005, pp. 40-42, n.111
Certificazione/Gestione
Certificazione/Gestione dati
ResponsabileCarlucci, Claudia (funzionario responsabile PMS)
(Andrea Di Domenico)
Anno di redazione2025
Profilo di pubblicazione1
NoteSi potrebbe proporre una derivazione diretta daò tipo della più antica foggia delle fibule serpeggianti con molla ampia e ardiglione rettilineo di area medio-tirrenica. La molla, ora a più avvolgimenti, si è gradualmente alzata comportando da un lato la progressiva compresisone del tratto centrale dell'arco e un abbassamento di quello anteriore, dall'altro la curvatura dell'ardiglione che lentamente si è sviluppato fino ad assumere la forma cosiddetta "a U". Anche la staffa ha subito una progressiva trasformazione: da un filo avvolto a spirale si passa ad un filo avvolto e martellato, poi al disco con spirale dapprima larga e centrale, poi stretta e decentrata verso l'attacco a doppia curva, infine al disco solido. Alcuni esempi delle fogge più antiche si rinvengono in contesti laziali forse databili a partire dalla I fase di Roma-Colli Albani, con sicurezza da un momento iniziale della fase laziale IIA. Con la fase iniziale della I Età del Ferro esemplari di questo tipo, con ardiglione sviluppato e intaglio della staffa decentrato, compaiono in molti centri della Campania, del Lazio e dell'Etruria meridionale; anche a Terni dalla necropoli delle Acciaierie il tipo è documentato da un numero cospicuo di esemplari. Il tipo è presente, anche se in modo meno consistente, in Italia centro-settentrionale. Le attestazioni si distribuiscono lungo un intervallo di tempo piuttosto esteso: da un momento finale dell'orizzonte antico della prima fase dell'Età del Ferro alla fine dell'orizzonte avanzato della stessa fase.
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