| Ambito di tutela MiC | archeologico |
| Categoria generale | BENI MOBILI |
| Settore disciplinare | Beni archeologici |
| Tipo bene culturale | Reperti archeologici |
| Categoria disciplinare | ABBIGLIAMENTO E ORNAMENTI PERSONALI |
| Definizione bene | cintura |
| Tipologia/altre specifiche | placca |
| Stato | Italia |
| Regione | Lazio |
| Provincia | RM |
| Comune | Roma |
| Tipo di contesto | contesto urbano |
| Denominazione contenitore giuridico | Museo delle Antichità Etrusche e Italiche |
| Riferimento cronologico | anno di realizzazione |
| Fascia cronologica/periodo | VII a.C. |
| Da | 0 |
| A | 0 |
| Descrizione del bene | Lamine rettangolari traforate a giorno in quattro finestre quadrangolari irregolari, tre serie di altrettanti chiodini a calotta emisferica sono allineati lungo i lati e al centro di ogni placca, quello centrale di dimensioni maggiori, fissati nella parte sottostante tramite piccole lamine rettangolari sulle quali è ribattuta la punta del fusto. |
| Notizie storico-critiche | Deposito Soprintendenza ai Beni Archeologici di Roma (SBAR) 1969 |
| Materia/tecnica-materiale composito | bronzo |
| Misure |
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| Condizione giuridica | proprietà Ente pubblico territoriale |
| Provvedimenti amministrativi-sintesi | dato non disponibile |
| Interesse culturale | bene di interesse culturale dichiarato |
| Situazione | bene in uso |
| Stato di conservazione | Lacunose; una placca presenta una lesione; risultano mancanti una borchia centrale sul lato corto e una angolare; superfici con patina verdastra. |
| Documento |
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| Bibliografia/sitografia | Il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche. II. Dall'incontro con il mondo greco alla romanizzazione, a cura di M. Gilda Benedettini, Roma, Casa Editrice Università degli Studi di Roma La Sapienza, 2006, p. 146-147, n. 86. |
| Responsabile | Carlucci, Claudia (funzionario responsabile PMS) I (Maria Rosaria Ariano) |
| Anno di redazione | 2025 |
| Profilo di pubblicazione | 1 |
| Note | Le due placche presentate, prive di dispositivi di aggancio, appartengono agli elementi centrali di una cintura, probabilmente in cuoio, cui risultavano fissate mediante chiodini opportunamente corredati di lastrine metalliche per evitare la lacerazione della pelle e per assicurare una migliore stabilità del fissaggio. Questo tipo di accessorio, pur essendo tipico dei corredi femminili di rango dell’area capenate nella seconda metà del VII secolo a.C., come dimostrato da G. Colonna, conosce una distribuzione più vasta. La diffusione delle presenze al di fuori del territorio indicato, in area sabina, umbra, in Abruzzo fino al versante medio-adriatico è testimonianza di vivaci contatti tra il distretto tiberino e la zona centro-orientale della penisola incentrati sul sistema di valli fluviali costituito dal Tevere e dai suoi affluenti fino allo spartiacque adriatico. In particolar modo gli esemplari presentati trovano confronti puntuali in alcune placche da Capena, Chieti e Pettino e in particolar modo con tre placche adespote da Capena, conservate a Villa Giulia e con esemplari da Terni. |
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